martedì 15 aprile 2014

Il bagno secondo WEBERT: opera prima.


Tutti voi ormai sapete che il design e la decorazione d’interni sono la mia grande passione oltre che il mio lavoro; sapete anche che nutro un amore smodato per tutta l’oggettistica che riguarda la tavola e proprio per questo mi dedico al table setting, l’arte dell’allestimento della tavola con entusiasmo, divertimento, originalità …….. ma forse non sapete che la mia prima grande passione per la casa ha riguardato l’ambiente bagno. Già da piccolissima, 3/4 anni secondo i racconti di mia mamma, mostravo per questa stanza un interesse particolare tanto che quando eravamo invitati a casa di amici, fingevo bisogni impellenti per poter andare a spiare il bagno e, una volta entrata, mi perdevo ad osservare piastrelle, rubinetti, oggettistica…….. quando poi trovavo un bagno particolare ed innovativo andavo in delirio (vi ricordo che tutto ciò accadeva nei primi anni ‘70 quando le stanze da bagno erano più ambienti da nascondere che da mostrare, dove i lavabo a colonna la facevano da padroni e le piastrelle lucide con disegni improbabili arrivavano fino al soffitto).
Bene devo dire che in realtà questa mania di andare a spiare i bagni mi è rimasta……. quindi se decidete di invitarmi a casa vostra siete avvisati!!!
La stanza da bagno è un ambiente che mi piace progettare con attenzione e cura, non solo in casa mia, è la stanza per la cura della persona e come tale deve infondere un senso di relax ma secondo me deve essere anche ricca di stile.
I sanitari, il pavimento il rivestimento delle pareti ed i mobili sono certamente componenti importantissime che possono fare la differenza tra un bagno ordinario e banale ed uno ricercato ma c’è un elemento secondo me che viene spesso sottovalutato e che invece ricopre un ruolo chiave perchè può dare carattere all’intera stanza: i rubinetti, che sono ovviamente un oggetto indispensabile in bagno ma sono anche un dettaglio di stile molto forte.
Vanno scelti con cura ed attenzione, va studiato il modello che per forma, design e materiale più si addice al mood della nostra stanza da bagno.
Molte sono le aziende produttrici di rubinetteria ma una in particolare, italiana, dal 1975 si dedica alla produzione di rubinetti dalle linee eleganti ma giovani, un’azienda che fonda il proprio lavoro su principi solidi e che crede nel lavoro di squadra.
Quest’azienda si chiama WEBERT e da sempre realizza i suoi prodotti con passione, puntando su raffinatezza, affidabilità e funzionalità.
Per webert un rubinetto non è solo un disegno che diventa oggetto; dietro ad ogni pezzo si nasconde un mondo fatto di persone, di menti brillanti, di idee, di studio del particolare e proprio per questo la filosofia aziendale ha puntato a seguire interamente tutte le fasi della produzione, dalla nascita dell’idea allo stoccaggio delle merci per avere il controllo diretto su tutto il processo e poter garantire un altissimo livello qualitativo.
La produzione si divide in quattro linee: Bathroom, Kitchen, Beauty Area e Comfort.
Non serve che vi dica, dopo la mia premessa iniziale, che la mia attenzione quando ho visitato il sito è stata catturata dalla linea bagno. Moltissimi sono i prodotti che ne fanno parte, in particolare mi hanno colpito per forma e stile…….

LIVING…….

living-vasca-webert


Living_lavabo4


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…….FLAUTO……

flauto-webert-schizzi

E poi c’è OPERA, l’ultimo nato, presentato settimana scorsa al Salone del Mobile di Milano nelle versioni classica e moderna
Il designer, Massimiliano Settimelli ha avuto veramente un’idea “brillante”, un rubinetto con incastonati degli  swarovsky, talmente bello, elegante e luccicante da sembrare un gioiello!!!

opera-webert-design-settimelli-


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simona

Photo credits: Webert e Simona Leoni

martedì 1 aprile 2014

Table setting: arte…….. di tendenza.


table-setting






Apparecchiare la tavola è indiscutibilmente una forma di decorazione di interni……… e come tale, rientra pienamente nella mia sfera professionale.







Non so se ho già raccontato come sono approdata in questo fantastico mondo……….. lo farò ora, in questo post che vuole essere l’introduzione ad una nuova rubrica del mio blog intitolata appunto “Table setting”.
La rubrica per la precisione esisteva già ed era il contenitore per tutti i post inerenti ai vari workshop da me proposti sull’argomento. Ora vorrebbe diventare qualcosa in più, un contenitore non solo di immagini ed articoli inerenti gli allestimenti da me curati per workshop, corsi o shooting fotografici ma anche la storia  di questa disciplina (o arte che dir si voglia), dalla nascita fino ai giorni nostri, scoprendo la sua evoluzione nei decenni attraverso gli stili, le mode e le tendenze.
L’allestimento della tavola in questo periodo crea molto interesse e come sempre, quando un argomento diventa di tendenza c’è chi si improvvisa guru. La mia filosofia di approccio è come sempre diversa, ma questa è un po’ la mia caratteristica. Prima di affrontare  un progetto, specialmente se  devo insegnare ad altri, mi piace studiare a fondo e prepararmi completamente sull’argomento. Ho iniziato a tenere i miei workshop dopo essermi preparata a fondo sul tema degli allestimenti della tavola, studiando, non solo sui libri, e riuscendo in questo modo ad affinare il mio stile ed a capire come proporlo. Come per tutte le discipline che riguardano la decorazione ed il design, anche per l’allestimento della tavola il gusto personale gioca un ruolo fondamentale. Le tecniche di abbinamento e le regole del galateo si possono imparare ma sono i dettagli, come sempre, a fare la differenza……… ed i dettagli sono soggetti al gusto personale.
Nei miei workshop non tratto quasi mai l’argomento del galateo, o meglio lo tratto marginalmente; il mio scopo è un altro. Il mio obiettivo è di far capire alla gente che si può allestire la tavola in modo divertente, inusuale ed inaspettato senza togliere eleganza, anzi. Allestire una tavola ben decorata deve essere un piacere innanzitutto per chi la prepara ed un modo per accogliere i propri ospiti, stupirli e regalare emozioni, proprio come facciamo con la preparazione del cibo. Anche se i nostri ospiti non sono personaggi illustri ma amici di lunga data, accoglierli con una tavola curata è segno di attenzione nei loro confronti e può diventare un divertente motivo di conversazione. Quindi via libera alla fantasia, si alla trasgressione innocente delle regole del galateo.
Per principio io credo però che le regole possano essere trasgredite solo dopo essere state imparate quindi, abituiamoci all’idea di dover conoscere le regole del galateo della tavola per poi poter riuscire a trasformarle in qualcosa di più personale.
Nel prossimo appuntamento di questa rubrica vi aspetto con la storia di questa disciplina e cioè quando tutto è cominciato. Sono sicura che questa rubrica sarà molto ricca, tratteremo i vari stili della tavola legati spesso a temi specifici: tavola legata alle stagioni come quelle allestite per la rubrica LE STAGIONI IN TAVOLA nata grazie alla collaborazione con la collega Home Style Blogger Raffaella del blog KitchenTips, oppure legate ad eventi come il NATALE o la PASQUA oppure alla provenienza geografica come la tavola Francese……

tavola-francese-simona-elle

……. e quella nordica………

tavola-nordica-simona-elle

……. a ancora legati a temi particolari come un pranzo in campagna……

Allestimento-pranzo-campagna-particolare-segnaposto

…… una colazione per due, una tavola romantica, una cena sulla spiaggia, una cena in città………. 
Spero seguirete con piacere questa nuova rubrica e vi ricordo che il 13 aprile a Padenghe sul Garda in provincia di Brescia, presso il mio spazio si terrà un incontro nel pomeriggio in cui prepareremo tre diversi allestimenti per la tavola pasquale, impareremo a fotografare grazie ai consigli di Verdiana di UNA MARMELLATA DI FOTO, gusteremo una golosa merenda condita da tante chiacchiere. Le iscrizioni sono aperte fino a sabato 5 aprile. Confermate la vostra presenza tramite una mail a simona@simonaleoni.com , per tutte le partecipanti in regalo un piccolo kit decor e la dispensa con le regole del galateo della tavola ed i conisgli per allestimenti speciali.
Vi aspetto.

simona

martedì 25 marzo 2014

WORKSHOP: Table setting pasquale


Programma workshop pasquale

Ecco qui, come promesso, un pomeriggio dedicato all’allestimento della tavola pasquale. Tre differenti declinazioni di stile per tre tavole pasquali: dalla più tradizionale alla più grintosa ed innovativa. Il Lago di Garda, farà da cornice a questo incontro dedicato a scoprire come allestire la tavola con divertimento, trasformando le regole del galateo con spunti decorativi contemporanei, adatti ai nostri tempi ed ai nostri ritmi, anche se legati alla tradizione, con materiali alternativi e colori insoliti. Tre spunti decorativi per la Pasqua facilmente replicabili, con poche semplici trasformazioni, anche per la tavola di tutti i giorni o per cene informali tra amici. Completeranno la giornata una gustosa merenda, tante chiacchiere e, anche se ancora da confermare, i consigli fotografici di Verdiana. Potete trovare ulteriori dettagli sull’evento facebook  e confermare l’iscrizione entro sabato 5 aprile 2014 a: simona@simonaleoni.com .
Vi aspetto

simona


la presenza di Verdiana con in suoi consigli fotografici E' CONFERMATA



martedì 18 marzo 2014

Allestiamo la tavola pasquale insieme?

Buongiorno, oggi ho pensato di giocare un po' con voi. Avete già trovato la soluzione per la vostra tavola pasquale?
Se siete ancora in alto mare io vi posso aiutare. Sto organizzando vari workshop di table setting e fra questi anche uno a tema Pasqua........... ma ho avuto un'idea, anzi, l'idea l'ha avuta Verdiana di Una Marmellata di Foto.
Perchè non organizzare questo workshop da me, a casa mia, sulle colline del Lago di Garda?  In questo modo potremmo avere tutto il tempo che vogliamo a disposizione, ci potremmo sbizzarrire giocando con le varie soluzioni ed inoltre potrebbe essere una bella occasione per passare un pomeriggio insieme gustandoci una buona merenda, imparando, chiacchierando e confrontandoci sulla decorazione della tavola e.......... fotografando perchè Verdiana, che come sapete è una provetta fotografa, si è resa disponibile ad insegnarci qualche trucco per fotografare con una macchina digitale. Ascoltando i suoi consigli potremo migliorare la nostra tecnica fotografica per immortalare non solo tavole ed oggetti ma anche persone e, se il tempo meteo ci assisterà anche uscire in giardino  o nel bosco per immortalare la natura.
Che mi dite vi piace l'idea. Io spero di si.
Ho pensato che potrei proporvi  tre differenti table setting per scoprire come lo stesso tema possa essere declinato ed avere effetti estetici completamente diversi. Partirei da una tavola pasquale più tradizionale per arrivare a soluzioni un po’ più grintose che giocano anche con abbinamenti di materiali curiosi e con una palette cromatica un po’ inusuale.

table-setting-pasquale-tradizionale-grigio

table-setting-pasquale-nero-verde

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Attendo i vostri commenti per fissare una data……… ma dobbiamo fare in fretta perchè Pasqua si avvicina!!!!

simona

lunedì 10 marzo 2014

Il tavolo tra funzionalità ed estetica.


Il tavolo è un elemento d’arredo talmente importante e la sua presenza è così scontata che nessuno si preoccupa di parlarne e passa quasi inosservato. Simbolo della convivialità per eccellenza ricopre un ruolo importantissimo negli ambienti abitativi tanto che in ogni casa ne troviamo almeno uno, solitamente posizionato in cucina, ma spesso anche in sala da pranzo o nel living se questo ambiente funge anche da “dining room”, nello studio o nell’angolo dedicato all’home office (talvolta lo stesso tavolo da pranzo si trasforma in “work station”  e nella camera dei bambini e ragazzi sotto forma di  scrivania.
Scegliere il tavolo giusto non è semplice come potrebbe sembrare perchè la scelta è sempre condizionata da molti fattori essendo questi variabili per forma, dimensione e materiali.
L’estetica è sicuramente un fattore importantissimo da tenere presente: il tavolo infatti oltre ad assecondare i nostri gusti si deve armonizzare alla perfezione con il resto dell’arredo. Ciò non significa che debba essere della stessa serie o uguale ai mobili della cucina o della stanza che lo ospita, anzi, un tavolo che contrasta per forma, materiale o colore può rendere l’ambiente sicuramente più interessante.
Classico o contemporaneo, in legno o in vetro, rotondo o quadrato, l'importante è che si armonizzi alla perfezione o che crei un contrasto deciso.












La forma geometrica è un dato da non sottovalutare perchè è molto importante considerare lo spazio in cui il tavolo deve essere inserito: il tavolo quadrato è molto scenografico ma è quello che in relazione ai posti tavola  occupa una maggior superficie anche se offre un piano d’appoggio molto ampio e quindi molto spazio centrale utile nella fase del “table setting” per potersi sbizzarrire con decorazioni e centrotavola (ed io lo so bene) o………. per appoggiare le portate. Se si ha spazio nell’ambiente è perfetto posizionato in posizione centrale; la forma rotonda al contrario è quella che si riesce ad inserire meglio perchè privo di spigoli e offre un’adattabilità di posti tavola maggiore ed è ideale se posizionato negli angoli.  I tavoli rettangolari sono i più diffusi perchè sfruttano bene lo spazio e sono adattabili anche alle stanze di forma allungata. La profondità minima per riuscire ad apparecchiare su entrambi i lati senza sovrapposizioni antiestetiche è di 80 cm. Per avere un po’ di spazio centrale in fase di allestimento è necessaria però una misura di almeno 100 cm.
Quando si scelgono le dimensioni del tavolo è importante considerare anche lo spazio di movimento, lo spazio cioè che serve intorno al tavolo per potersi muovere o per posizionare mobili.
La regola vorrebbe che per non rompere l'equilibrio compositivo dell'ambiente il tavolo non debba essere né troppo grande, per lasciare lo spazio per girarvi intorno, né troppo piccolo, in modo da non sminuire la zona pranzo però io, che sono un po’ allergica alle regole troppo ferree, sono dell’avviso che talvolta un tavola sovradimensionato possa creare un movimento inusuale nella sala da pranzo. Se l’ambiente ad esempio è piccolo un tavolo grande, e magari solo quello lo caratterizza molto, mentre un tavolo piccolo proporzionato, con intorno l’usuale composizione di madie o mobili contenitore faranno percepire le dimensioni ridotte dello spazio.
CASA IDEA propone tavoli in varie forme, misure e finiture ma anche una vasta selezione di mobili classici e contemporanei tutti realizzati in Italia da piccoli produttori artigianale e rifiniti a mano uno alla volta.
Per tutti i prodotti sono disponibili più di cento finiture e addirittura possono essere fatte delle personalizzazioni con il colore che il cliente preferisce.
Se il vostro problema è però la mancanza di spazio, la soluzione ideale sono i tavoli allungabili. Tavoli rotondi che diventano ovali, tavoli quadrati che si trasformano in rettangolari e addirittura consolle che magicamente diventano tavoli.















Un altro consiglio che mi sento di darvi: scegliete un tavolo di qualità perchè solo in questo modo durerà nel tempo considerando la moltitudine di sollecitazioni giornaliere a cui è sottoposto.
In ultimo vorrei ricordarvi che in base al tipo di tavolo che scegliete l'ambiente può essere messo più o meno in risalto.
Se ad sempio volete esaltare l'architettura degli interni puntate su un tavolo totalmente in cristallo perchè la sua trasparenza lo farà "sparire" e quindi eviterà di appesantire l'ambiente; perfetti in ogni luogo tranne negli interni troppo country (anche se io ne ho visto uno nella sala da pranzo di un Mas provenzale ed era da urlo).


Photo via


I tavoli con piano in legno di recupero, molto di tendenza in questo momento, hanno invece il dono di sdrammatizzare e rendere l'ambiente meno "serio"; non sono adatti in interni con arredo in stile "new barocco", troppo strutturato o in stile classico e nemmeno per le persone che amano la perfezione perchè si rovinano facilmente, ed è proprio questo il bello.


Photo via

I tavoli di design, soprattutto quello storico, sono perfetti ovunque e danno sempre il tocco in più.


Photo via


Infine i tavoli interamente in metallo, io ne ho uno proprio così (nella foto sotto) nella mia sala da pranzo, hanno il pregio di essere personalizzabili per forma, dimensione e colore, si inseriscono bene in molti contesti arredativi ma hanno un difetto: il peso!!!




Se invece amate osare ed avete molto spazio a disposizione potete optare per un tavolo a "baldacchino".......


Photo via

……….. e voi di che tavolo siete?


simona

Tutte le immagini senza didascalia sono di CASA IDEA.

giovedì 6 marzo 2014

Table setting: street mood per una tavola grintosa


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L’1 marzo ho tenuto un workshop di TABLE SETTING  a Roma, durante l’evento UNCONVENTIONAL HAPPENING. Considerando che si trattava di un evento dedicato al NON CONVENZIONALE, anche la mia tavola è andata in questa direzione.
Ho pensato ad un allestimento molto grintoso, con un mood che ricordasse la strada e per fare questo ho utilizzato il colore nero declinato in vari materiali e forme.

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L’obiettivo è stato quello di presentare una tavola in cui convivessero oggetti pregiati, come i piatti realizzati artigianalmente da VETROFUSIONE, e complementi più commerciali, materiali vari come metallo, carta, stoffa, vetro e ceramica, ed oggetti riciclati con altri acquistati per l’occasione.
Il messaggio voleva essere che per fare una bella tavola, originale, fantasiosa e divertente non è necessario spendere un capitale. Mescolare e riutilizzare può essere un buon modo per creare allestimenti ad effetto e stupire i nostri ospiti.
Come sempre, io considero la tavola come la stanza di una casa e quando creare un nuovo allestimento eseguo esattamente gli stessi passaggi che farei per un interno: pensare all’dea di base, svilupparla pensando ai possibili materiali ed oggetti da utilizzare, disegnarla per capire le proporzioni, ricercare tutto il materiale, provare l’allestimento per assicurarmi che tutti gli abbinamenti funzionino ed i componenti si armonizzino alla perfezione…………….. ed infine, calcolare eventuali sf…… imprevisti.
IO HO FATTO TUTTO QUESTO.
Sono partita dall’idea base di cui sopra di creare una tavola che ricordasse la strada di una città ed ho iniziato la ricerca dei materiali.
La tovaglia, l’avrei voluta di tela grigia in modo che ricordasse il colore dell’asfalto ma grazie al primo intoppo non sono riuscita ad averla in tempo quindi ho ripiegato su una in tela beige………… che si abbinava comunque molto bene e rendeva l’insieme anche forse più caldo.
Tovagliette nere all’americana per segnare il posto tavola.
I piatti della linea LE BELLE CASINE di Vetrofusione mi erano stati suggeriti da Veronica, una delle organizzatrici che era rimasta colpita vedendoli nella presentazione del mio workshop organizzato prima di Natale a tema: tavola natalizia nordica, proprio per il disegno che rimandava allo skyline del logo di Unconventional.

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A questi piatti artigianali e quindi di valore ho appositamente deciso di abbinare delle ciotole nere IKEA per sdoganare la credenza popolare che gli oggetti artigianali siano per pochi e soprattutto che siano utilizzabili sono acquistando un servizio completo altrimenti……. NON RENDONO!!!!
Bicchieri in vetro a contrasto, un calice  abbastanza semplice ma con stelo grosso abbinato ad un bicchiere da acqua in vetro lavorato.

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Posate in acciaio dalla linea contemporanea inserite in un barattolo di latta riciclato (erano quelli della polpa di pomodoro), sulla quale ho fissato una fotografia stampata dell’ipotetico invitato; in questo modo il barattolo ha una duplice funzione, quella di contenere le posate e quella di segnaposto.

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Il posto tavola è completato con il menu sul quale in realtà io ho elencato, invece delle portate, l’occorrente per realizzare questa tavola.

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La tavola è completata da alcune decorazioni funzionali oltre che estetiche. Bottiglie e vasi  in vetro con chiusura ermetica rispettivamente per l’acqua (ricordate che le bottiglie di plastica  sono terribili esteticamente) e per taralli (o in alternativa crackers o pane). Un sacchetto in carta (ne trovate di carinissimi del brand ESSENT’IAL oppure potete riciclare, come ho fatto io, quello del pane ed abbellirlo con una fettuccia in pizzo di cotone nera sul bordo). All’interno del sacchetto ho inserito un barattolo di vetro in cui inserire dei grissini. Il tutto è decorato con un numero “3” in metallo della linea “civico58” che sto sviluppando.

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Un altro elemento decorativo importante per questa tavola sono le due lanterne in metallo nero……….. vedendole mi hanno ricordato i lampioni di strada e mi sono sembrate perfette!

table-setting-street-mood-civico58-8

Niente fiori come centrotavola perchè come amo sempre dire ci sono tanti oggetti e complementi con cui poter decorare, i fiori sono un po’ troppo scontati, specialmente se utilizzati nel classico vaso, anche se ovviamente ci sono tavole sulle quali sono perfetti. In questo allestimento ho voluto inserire un tocco di verde utilizzando i vasetti IKEA con la piantina a forma di cuore. Si possono trovare con il vasetto, bianco, rosso o nero. Quello nero era perfetto per l’occasione ma ahimè  erano in riassortimento proprio nei giorni precedenti il workshop quindi ho giocato d’astuzia e con un semplice DIY ho ricoperto i vasetti bianchi acquistati con dei fogli di carta di riso nera fermata con nastri washi tape che ho utilizzato anche come tocco in più per fermare agli angoli le tovagliette all’americana.

vasetti-HOYA-HERRII-IKEA-washi-tape-collage


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Che mi dite, vi è piaciuta questa tavola? Se volete replicarla ecco l’elenco degli oggetti utilizzati:

cartoncino menu

simona

mercoledì 5 marzo 2014

UNCONVENTIONAL HAPPENING: the day after!!


grafica-unconventional-happening

UNCONVENTINAL HAPPENING si è concluso tra sorrisi, strette di mano, abbracci, promesse, scambi di numeri telefonici e di biglietti da visita. L’evento che l’1 marzo ha visto protagoniste le professioni emergenti grazie a laboratori, workshops e dibattiti ha ottenuto il suo scopo e cioè far incontrare professionisti che si propongono in modo alternativo con proposte originali e soprattutto che grazie alla collaborazione ed al fare comune stanno cercando di creare una rete con l’intento di proporre ai fruitori un’offerta innovativa di servizi.
In questo post non vi voglio raccontare di quanto le ultime settimane siano state stancanti (il fatto che non scrivo da un mese dovrebbe renderlo abbastanza bene): prima l’offerta della televisione…………… uh, avete ragione, non vi ho ancora spiegato nel dettaglio cosa era  successo ……. poi i preparativi per il workshop che ho tenuto sabato mi hanno veramente messo KO, ma piuttosto vi vorrei raccontare che questo evento mi ha dato la possibilità di incontrare fisicamente e quindi di dare un volto a persone che fino a questo momento seguivo virtualmente e di riabbracciare amicizie nate virtualmente tempo fa e diventate recentemente reali.
A Roma ho infatti reincontrato Elena e Cristina Arosio, le “SISTER ARCH”,  cioè le sorelle architetto ideatrici del progetto SCATTOinSCATOLA che dopo vari scambi virtuali avevo recentemente incontrato e conosciuto personalmente ad Homi. Erano presenti perchè i 15 migliori scatti del contest fotografico UNCHALLENGE nato in collaborazione con IGERSROMA sono stati esposti “in scatola” durante Unconventional Happening.

scattoINscatola

Photo by SCATTOinSCATOLA

Ho invece avuto modo di conoscere e dare un volto a molte altre persone che seguo da tempo come ad esempio la fotografa Luciana Ognibene di FIBRE DI LUCE che io avevo incontrato virtualmente in un breve minicorso on-line di fotografia, Anna Pozzan alias TULIMAMI, alla quale dovevo ancora consegnare la sorpresa  per aver indovinato l’oggetto misterioso, Anabella di MY WASHI TAPE, Barbara Pederzini ovvero FATAMADRINA.
Chiara di VETROFUSIONE è stata la mia accompagnatrice di viaggio perchè ho utilizzato dei piatti disegnati e prodotti da lei nel mio workshop…….. ma questa è un’altra storia e ve la racconterò in un post dedicato.


Simona-Leoni-Chiara-Valentini

Chiara ed io nel photo booth di Fibre di Luce

Ah, a Roma ho anche soggiornato in un B&B carinissimo e centralissimo e la proprietaria, Francesca………………. no, anche questa è un’altra storia!!!!

simona
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