4 marzo 2015

Scoppia la COFFE TABLE mania e il tavolino da salotto diventa una STAR.


Molto più di un accessorio, il tavolino da salotto è un complemento che riveste un’importanza sempre maggiore nell’arredo contemporaneo.


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Photo via


Nato inizialmente per assolvere ad un compito ben specifico, appoggiare il vassoio per servire the e caffè nella zona conversazione e relax del living, dove sono posizionati divano e poltrone dai quali deve essere facilmente raggiungibile; per tale motivo non può essere troppo alto ne’ troppo basso, può invece avere dimensioni variabili a seconda dello spazio in cui deve essere inserito e le forme più svariate: tondo, quadrato, ovale, rettangolare…..
Legno, cristallo,  plastica, stoffa, metallo, tanti materiali quante sono le possibilità di adattarsi ad ambienti e stili d’arredo differenti.
Il tavolino da salotto è ormai diventato un complemento irrinunciabile e da vera star sta conquistando ogni spazio domestico, compresa la camera da letto. I designer si mettono alla prova progettando modelli destinati a diventare delle icone, grazie alle loro forme e geometrie innovative; i grandi brand propongono nuove soluzioni puntando all’estetica oltre che alla funzionalità.
Personalmente amo avere spazio nella zona dei divani ed il tavolino posizionato centralmente non mi è mai piaciuto molto, da devo dire che i tavolini contemporanei, di linea scandinava, sono veramente meravigliosi. Molto leggeri, per nulla ingombranti e facilmente inseribili in ogni contesto. Per la verità anche quelli realizzati con materiali di recupero, dall’aria vintage e l’animo industiral, non sono per niente male……… mi sa che ci faccio un pensierino!!! Quindi per trovare il coffe table adatto a me, ho iniziato a raccogliere ispirazioni  archiviandole nella mia bacheca pinterest coffe table, dove potrete trovare molte  altre soluzioni.


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simona

2 marzo 2015

ARCHILETTURE: Shabby Chic Interiors di Rachel Ashwell


Rachel Ashwell, ideatrice e regina indiscussa dello stile Shabby Chic nel mondo. Non amo particolarmente questo stile d’arredo, voi che mi seguite ormai lo sapete, ma questo libro, è un must di questo stile e come tale non poteva mancare nella mia biblioteca personale. (per presentarvi il libro, ho ricreato anche un angolo shabby in casa mia, da non credere!!!!)

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Il libro inizia con la presentazioni per immagini della residenza di Rachel a Los Angeles, per poi continuare con una casa sulle colline di Hollywood ed un cottage sulla spiaggia di Malibu.
Questa pubblicazione è l’immagine di Rachel stessa, del suo stile, del suo design e del suo modo di recuperare oggetti e mobili; nelle pagine conclusive  una rassegna di lampadari, carte da parati vintage, tende ed oggetti propri dello shabby chic.
Per chi ama il genere e non può fare a meno di pizzi e merletti, che nel libro troviamo in abbondanza, un’edizione assolutamente  da non perdere.

Titolo: SHABBY CHIC INTERIORS
Autore: Rachel Ashwell
Edizioni: CICO BOOKS
Photo: Amy Neunsinger

simona

25 febbraio 2015

Home staging d’autore: una casa, tre stylist.


L’home staging è un servizio personalizzato che agenzie immobiliari o privati richiedono a professionisti, rivolto ad immobili in vendita, con l’obiettivo di renderli più attraenti, enfatizzandone i pregi e minimizzandone i difetti.
I servizi di home staging praticati già da tanti anni sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna stanno iniziando ad essere richiesti anche in Italia e molti professionisti del settore come architetti ed interior designer offrono consulenze di questo tipo.
Solitamente gli interventi richiesti per “abbellire” l’immobile in vendita sono la consulenza sul colore alle pareti, il riposizionamento di arredi e/o l’aggiunta di mobili e complementi per rendere gli spazi più attraenti e “veri” e più raramente veri e propri interventi di ristrutturazione o modifica.
E’ documentato che tali interventi riescono  a far alzare il prezzo di mercato dell’immobile e garantiscono quasi sempre una vendita veloce. Io però, che sono un po’ l’avvocato del diavolo e anche bastian contrario, posso affermare di aver visto raramente degli home staging accattivanti; spesso (ma ovviamente non sempre) il risultato finale è un ambiente freddo ed impersonale.
Certamente il risultato dei tre styling effettuati per l’home staging di questo appartamento a Stoccolma  che ora vi mostrerò, è a dir poco strabiliante.
L’agenzia immobiliare Fastighetsbyrån volendo ottenere il miglior prezzo sul mercato per questo appartamento messo in vendita, ha deciso di affidare a tre rinomati stylist svedesi il compito di occuparsi dell’home staging. Ne sono uscite tre proposte veramente interessanti, molto diverse tra loro e proprio per questo perfette per catturare l’immaginazione dei compratori e assecondando vari gusti estetici.

Nella PRIMA PROPOSTA lo styling è stato curato da Mikael Beckman  che ha puntato sul mix & match di materiali ed oggetti  e su un colore per i dettagli decorativi:  il verde smeraldo, per uno stile ecclettico ed originale.


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La SECONDA PROPOSTA ha visto protagonista la stylist Tina Hellberg che ha arredato e decorato  gli spazi  dello stesso appartamento puntando sullo stile nordico: molto bianco e nero che abbinati al legno naturale e ingentiliti da qualche tocco di rosa rendono gli ambienti molto freschi e riposanti.


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Interior_styling_appartamento_stoccolma_Tina_Hellberg_camino_cucina


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La TERZA PROPOSTA di styling porta invece la firma dell’art director e stylist Hans Blomquist che opta per un sofisticato ed intrigante grigio scuro alle pareti per esaltare gli arredi in legno di recupero.

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Interior_styling_appartamento_stoccolma_Hans_blomsquit_camino_cucina


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Interior_styling_appartamento_stoccolma_Hans_blomsquit_balcone


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Interior_styling_appartamento_stoccolma_Hans_blomsquit_bagno


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Non serve vero che vi dica che quest’ultima è la mia soluzione preferita!!!

Photo: Marcus Lawett

simona

23 febbraio 2015

FARE CASA: STILE D’ARREDO E IDENTITA’.


5-STILI D'ARREDO E IDENTITA'

Lo stile d’arredo è l’insieme degli elementi come oggetti, mobili, forme, rivestimenti, colori e tessuti che rendono possibile classificare e riconoscere un interno, secondo determinati canoni.
Arredare una casa in un determinato stile, significa pertanto imprimerle un carattere riconoscibile; non sempre la scelta di quale stile adottare è cosa semplice, anche se dovrebbe, considerando che lo stile è l’espressione della propria personalità.
E’ di fondamentale importanza scegliere lo stile d’arredo prima di acquistare qualsiasi pezzo e addirittura prima ancora di progettare la suddivisione interna degli spazi, qualora non siano già definiti, perchè ogni stile si avvale di piccole e grandi regole e caratteristiche che comprendono anche forme e spazialità, che ne definiscono e caratterizzano lo stile stesso.
Capita molto spesso che le persone nel momento in cui si approcciano alla fase dell’arredo della loro abitazione siano in difficoltà, non tanto nella scelta di mobili ed arredi, quanto nell’assemblarli ed accostarli per creare un insieme armonioso che sia al tempo stesso riconoscibile (in uno stile appunto) ma anche personalizzato.
Sembra tutto molto difficile, ma in realtà, se impariamo ad osservare ed analizzare con attenzione ciò che ci piace,  non lo è, anche se effettivamente, avvalersi dell’aiuto di un professionista come sempre può facilitare moltissimo questa operazione.

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  1. Stile contemporaneo: letto BIG BED design Paola Navone per POLIFORM
  2. Stile classico:  porte GAROFOLI
  3. Stile minimal: interno tratto dal libro “Architetture ed interni minimalista” LOGOS edizioni.
  4. Stile industrial: mobile da CTM magazine
  5. Stile nordico:  EAMS chair bianche per VITRA
  6. Stile shabby chic:  foto di Ilaria Corticelli particolare del B&B VALDIROSE
  7. Stile antico: specchiera Luigi XV da Cambi Casa d’aste
  8. Stile modernariato: foto di Russ Bell, radio anni ‘50tile vintage:
  9. Stile vintage:  telefono a disco foto by me
  10. Stile etnico: oggetti marocchini
  11. Stile classico contemporaneo: interno tratto da LIVING CORRIERE

Contemporaneo, classico, minimal, industrial, nordico, shabby chic, antico, modernariato, vintage, etnico, classico contemporaneo………… sono gli stili d’arredo più conosciuti ed utilizzati, ognuno con delle caratteristiche estetiche ben precise.
Ma perchè è così importante scegliere uno stile d’arredo ed applicarlo in tutte le stanze della nostra abitazione? La risposta è molto semplice: se non seguiamo le regole estetiche di un particolare stile, corriamo il rischio di riempire i nostri interni invece che di arredarli. Non c’è niente di peggio che vedere mobili ed oggetti che nulla hanno in comune tra loro, disposti a casaccio, senza nessun criterio di forma, colore, materiale o finitura ma semplicemente per colmare un vuoto o per assolvere ad una funzione.
Ma come si sceglie e soprattutto come si capisce qual’è lo stile d’arredo più adatto alla nostra casa e più ancora alla nostra personalità? Tutti noi abbiamo il nostro gusto personale, anche se molte persone fanno fatica ad esternarlo. Come nella moda, anche per gli interni ogni individuo è attratto da particolari oggetti e colori, piuttosto che da altri. La difficoltà solitamente è tradurre queste sensazioni in qualcosa di reale. Sfogliate riviste, leggete blog, osservate le vetrine, annotatevi o fotografate ogni particolare che vi colpisce e vi piace e cercare di capire perchè. Cosa vi ha colpito della tal composizione sulla rivista che sfogliavate ieri? A fine ricerca, vedrete, emergerà un filo conduttore in tutti gli oggetti, le forme, i colori e le composizioni che vi hanno colpito e che vi siete segnati. Quello rappresenta lo stile che fa per voi.
A questo punto, quando finalmente avrete capito su che stile d’arredo puntare, arriva la parte più difficile (ancora più difficile starete pensando?): personalizzare i vostri interni, renderli unici in modo che abbiano un’identità precisa. Non è facile, ma nemmeno impossibile. Questa fase è quella che donerà “carattere” alla vostra casa e la renderà originale e puntare al “mix” sarà la mossa vincente. Come nella moda, anche nell’arredamento d’interni mescolare ed inserire oggetti e complementi di epoche e/o provenienze diverse crea movimento nella composizione perchè interrompe la monotonia stilistica. Quindi “osare” ma senza esagerare. Ricordate che ci deve sempre essere uno stile, un colore o un elemento dominante; evitare il fifty/fifty (come insegna Inda Mahdavi).
Quindi via libera all’inserimento di elementi maschili vicini a quelli femminili,

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   Photo: RO CHAIR, design Haime Hayon for  fritz hansen

al pezzo vintage in un interno contemporaneo,

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Photo: loft a Prato, progetto studio b-arch

ad un oggetto low-cost in abbinamento ad uno di design d’autore,

Stile_nordico_arredi_di_design_e-low_cost_architecture

a materiali caldi come il legno in contrapposizione a quelli freddi come vetro e metallo

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Cucina Boffi

e ad un accento colorato in una palette cromatica neutra.

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L’importante è mantenere un equilibrio stilistico e visivo per non rischiare di trasformare il nostro mix & match in un insieme pacchiano e privo di gusto.
Vi aspetto il prossimo mese con un argomento super interessante……… il colore.

simona

19 febbraio 2015

Ola, ed è amore a prima vista. #lamiasnaidero


Oggi vi racconto una storia, ma non una storia qualsiasi, bensì una storia d’amore, anzi due.

Chiara_Matteo_lamiasnaidero

Chiara e Matteo sono una giovane coppia di venticinque anni e da circa sei mesi vivono nella loro nuova casa in periferia di Milano. La loro è una storia d’amore fresca e sincera, suggellata da tanti progetti importanti come il desiderio di acquistare una casa insieme, abitarla e renderla il loro nido.
Sono due ragazzi allegri e dinamici, anche nella loro vita professionale che si svolge in aeroporto come personale di terra. Hanno deciso di  arredare la loro casa  step by step, abitandola, vivendola e cercando in questo modo di inserire i pezzi d’arredo preferiti che spesso sono di design. La loro scelta, un po’ controtendenza considerando la giovane età, è stata quella di non avvalersi  di mobili low cost ma di puntare ad arredi di gamma medio alta, per avere un’ottima qualità che possa durare nel tempo.
Questa filosofia è stata adottata anche per la scelta della loro cucina, il modello OLA di SNAIDERO per la quale è scattato un amore a prima vista.


A questo punto della storia vi starete sicuramente chiedendo che c’entro io in tutto questo, perchè conosco Chiara e Matteo e per quale motivo sono in possesso di tante informazioni su di loro. Ve lo spiego subito.
Matteo e Chiara hanno acconsentito a partecipare ad un progetto promosso proprio da SNAIDERO cucine, in collaborazione con il network HOME STYLE BLOGS, chiamato  #lamiasnaidero.
Snaidero nell’ultimo anno ha puntato moltissimo a rendere la propria azienda trasparente per cercare di raccontare il suo prodotto attraverso la storia, i materiali e soprattutto le persone e gli addetti ai lavori, per riuscire a spiegare le qualità che si celano dietro al design delle forme studiate da famosi architetti e designer. Proprio per questo con il progetto #conoscisnaidero, ha aperto le porte della sua azienda, stabilimenti, reparti produttivi e show room, a tutti quanti vogliano scoprire,  capire e conoscere la produzione delle cucine di qualità Snaidero.
L’obiettivo del progetto #lamiasnaidero  è invece mostrare e raccontare la vita di una cucina Snaidero dopo la produzione, cioè nella vita reale.  Tutte le cucine sono belle e perfette negli show room e sulle pagine dei cataloghi, ma quando poi vengono montate in una casa reale, sono altrettanto accattivanti e soprattutto sono funzionali?
Per rispondere a queste domande, Elisa (nella foto con Matteo) ed io, in qualità di professioniste ma soprattutto di Home Style Blogger, abbiamo fatto da ambasciatrici del progetto visitando la prima coppia, Chiara e Matteo appunto, sottoponendoli ad una divertente intervista e scattando un po’ di fotografie al loro ambiente cucina.

Matteo_Elisa_intervista_lamiasnaidero_edit

La loro zona giorno è un open space non molto grande che comprende l’ingresso di casa e la cucina integrata nel living.
Questa cucina è stato un colpo di fulmine, un amore a prima vista”, così Matteo racconta di come Chiara si è innamorata della Ola vedendola in esposizione nella vetrina di un negozio d’arredo a Milano. In seguito, dopo alcune ricerche sul web per confrontarla con altri modelli ed altri marchi, racconta,  abbiamo deciso di acquistarla con l’aiuto di Andrea, allo show room  MISURA CASA. Ed è proprio Andrea, presente a questo primo incontro di #lamiasnaidero,  che ci spiega come è nato il progetto di questa cucina.
La disposizione dei mobili ha dovuto assecondare la planimetria dell’ambiente spiega Andrea; i ragazzi avrebbero voluto una disposizione a “L” come la cucina vista in show room ma purtroppo non è stato possibile a causa della porta finestra. Si è optato quindi per la soluzione in linea ed il posizionamento dei vari elettrodomestici è stato guidato dagli impianti esistenti.

pianta_e_render_progetto_ola_lamiasnaidero

In particolare ci sono stati due dettagli da cui sono stati letteralmente conquistati  e che hanno fatto concludere l’acquisto: l’apertura elettrificata del pensile e la gamba di sostegno della penisola. Chiara è rimasta letteralmente affascinata dal dettaglio tecnico dell’elettrificazione del pensile: “Tutti i nostri amici si stupiscono vedendo il meccanismo in azione, è un elemento che fa sempre molto colpo”, asserisce inoltre che è anche molto comodo per chi come lei non è altissima di statura, poter aprire l’intero pensile che si sviluppa in orizzontale per una lunghezza di 180 cm, con la sola pressione delle dita. Chiuso da un’unica anta, dotata di pistone elettrificato, che si può aprire sia manualmente che meccanicamente, è sicuramente il valore aggiunto di questa cucina.

Chiara_matteo_cucina_ola_lamiasnaidero

Matteo invece è stato conquistato  dal design delle forme arrotondate e senza spigoli che  rendono la cucina molto “morbida” ma soprattutto dal disegno della penisola, stondata, sagomata e leggera perchè vuota nella parte sottostante poichè sorretta solamente dalla caratteristica gamba, quindi non imponente e perfetta per fungere anche da elemento decorativo oltre che funzionale. “Cercavamo proprio un elemento esteticamente bello e particolare  visto che andava inserito in un open space e la penisola è posizionata proprio di fronte alla porta d’ingresso di casa”.
La gamba inoltre è la protagonista indiscussa dell’intero ambiente; è in legno ma con finitura scura per creare un contrasto e staccare dal pavimento in parquet,  e si accosta alla perfezione con il top ed il retrotop in laminato  grigio antracite.

 
Penisola_cucina_ola_lamiasnaidero

 
Gamba_penisola_cucina_ola_lamiasnaidero

Il top è proprio l’unico elemento che Matteo vorrebbe cambiare, ma per sfizio, non per necessità. Ora lo sceglierebbe in marmo o granito, più resistente e materico. Tutto il resto è perfetto e rifarebbe le stesse scelte. Il colore bianco con finitura opaca del rivestimento, scelto per cercare di rendere più luminoso uno spazio non grandissimo, ha sortito l’effetto desiderato. Gli elettrodomestici sono perfetti: la cappa aspirante è molto silenziosa e nascosta perchè inserita nel pensile che visto frontalmente sembra lineare in realtà se osservato di profilo svela forma ergonomica molto interessante, proprio dove è posizionata la cappa.

  cappa_cucina_ola_lamiasnaidero
 
Il piano cottura ad induzione, inizialmente vincolo progettuale considerando che l’appartamento è in classe A+, si è rivelato essere molto comodo sia per cucinare che da pulire. Avete chi cucina dei due? Chiara e Matteo scoppiano a ridere dopo questa affermazione: “In realtà cucina quasi sempre Matteo, io sono brava in alcune preparazioni ma quando cucino mi sento sotto osservazione perchè lui mi studia”, dice Chiara. In effetti vivono veramente molto questo spazio cucina, nei vari appuntamenti della colazione, del pranzo e della cena, sia per cucinare che per la consumazione dei pasti sfruttando la penisola anche come tavolo da pranzo. “Lavorando in aeroporto abbiamo dei turni di lavoro spalmati durante la giornata e anche la notte, quindi viviamo la cucina  in coppia ma spesso anche singolarmente quando l’altro è al lavoro” affermano entrambi.
Gli elementi in acciaio come il forno ed il lavello donano lucentezza e luminosità all’insieme.
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Questa cucina è veramente molto funzionale oltre che bella, questi vani contengono veramente molto” spiega Chiara.


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Amerebbero ricevere gli amici ma praticamente fino ad ora hanno fatto solo una vera e propria cena per l’inaugurazione della casa, l’estate scorsa, cenando all’aperto, sotto al porticato (la casa è posizionata al piano terra e posseggono un piccolo giardino). Nel living non c’è spazio per inserire un tavolo da pranzo e la penisola della cucina può ospitare comodamente quattro posti tavola ma non di più. Quando a casa arrivano gli amici, si cena in piedi sfruttando tutto l’ambiente.
In effetti questi apericena piacciono molto anche a me e spesso anch’io che posseggo un enorme tavolo da pranzo, ne organizzo per rendere le serate più interessanti.
Matteo poi però ci svela un segreto: “Presto sarà pronta una stanza,  nel piano interrato a cui si accede dal living scendendo la scala a chiocciola in legno. Sarà una stanza dedicata agli hobby ed agli amici, ma per ora è ancora work in progress”.
La nostra “missione” come inviate Home Style Blogs sta per finire, il tempo a disposizione è terminato perchè Chiara deve andare al lavoro……… indovinate da cosa l’abbiamo capito?

    lamiasnaidero

Potete leggere l’intervista integrale sul blog Fate Home Relooking.

simona

Intervista e photo by Elisa di Rienzo e Simona Leoni per #lamiasnaidero.

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